
Luigi Vallebona ha una moglie chitarrista e una figlia arpista. Nelle sue corde c’è l’amore per la poesia, intesa come intuizione olistica dei legami e dei ritmi che vibrano nella “carne” del mondo.
Si batte per la difesa del pluralismo linguistico, del dialogo fra le culture e della biodiversità. E’ figlio dell’ideatore del “Mela day”, manifestazione promossa da Slow Food con l’obiettivo di salvare le antiche varietà di mele valbormidesi.
Ha insegnato francese nei licei e italiano all’estero, come Lettore presso l’Università Nazionale di Córdoba (Argentina). Preside “di frontiera”, ha coordinato le Sezioni e i Corsi di lingua e cultura italiana per il Consolato Generale di Parigi. Attualmente è distaccato presso il Ministero dell’Istruzione e del Merito a Roma.
Ha pubblicato saggi, racconti e il romanzo Nero colato. Una storia ai tempi dell’ACNA, Genova, 2022, finalista al Premio “Demetra” per la letteratura ambientale. E’ autore di due raccolte di poesie: Crinale, Córdoba, 2008 e Il ritmo del mondo, San Giorgio del Sannio, 2018, i cui testi hanno ricevuto premi nei Concorsi “Alda Merini” di Brunate e “Città di Acqui Terme”.
“Il fragile canto del mondo è una raccolta di poesie scritta a quattro mani, insieme a Pietro Cadelli. Con essa cerchiamo di fare eco a un mondo che abbiamo visto disidratarsi sotto i nostri occhi e di cui ci sentiamo testimoni. La nostra vita, infatti, si è svolta in buona parte off-line. Abbiamo ancora conosciuto le infinite varietà degli alberi, i cerchi delle carbonaie nel bosco, i martinetti delle ferriere. Oggi il nostro sguardo si sofferma sulla natura offesa, sulla perdita di contatto col mondo provocata dalla modernità tecnologica, sull’omologazione delle culture nell’universo globalizzato e dematerializzato. Un esile filo di speranza ci sostiene.“

