
Fabio Negrino è archeologo e docente di Preistoria e Protostoria all’Università di Genova. Formatosi presso le Università di Pisa e di Roma, dove ha conseguito il Dottorato di Ricerca, studia le più antiche tracce della storia umana, dal Paleolitico alla prima età dei metalli, attraverso scavi archeologici e analisi della cultura materiale, con particolare attenzione ai rapporti tra uomo e ambiente. Ha diretto e dirige, in collaborazione con università e istituzioni di ricerca italiane e internazionali – tra cui le Università di Bologna, Milano, Roma, Montréal e Denver – numerosi progetti dedicati allo studio del popolamento preistorico della Liguria.
Ha diretto gli scavi del Riparo Bombrini (Balzi Rossi, Ventimiglia), dove è stata identificata la più antica produzione nota di farine ottenute da graminacee, e dell’Arma Veirana (Erli, Savona), che ha restituito la sepoltura di una neonata di circa 10.000 anni fa. Attualmente codirige le indagini all’Arma delle Manie (Finale Ligure, Savona), uno dei siti chiave per lo studio degli ultimi neandertaliani d’Europa. È autore di numerose pubblicazioni dedicate alla preistoria e alla protostoria della Liguria, con particolare riferimento ai complessi archeologici dei Balzi Rossi, del Toiranese, del Finalese e del Levante ligure, comprese le cave eneolitiche di radiolarite di Valle Lagorara. Ha inoltre partecipato a progetti di ricerca archeologica in Pakistan e in Oman e ha recentemente curato un volume di sintesi sul Paleolitico e il Mesolitico della Liguria.
L’intervento ripercorrerà le principali testimonianze della preistoria del comprensorio del Monte Beigua e del territorio di Varazze, evidenziando il ruolo che quest’area ha avuto nelle dinamiche di popolamento dalla preistoria più antica fino alla protostoria. Particolare attenzione sarà dedicata al Riparo dell’Alpicella e alle ricerche archeologiche che ne hanno fatto uno dei siti di riferimento per la conoscenza della preistoria ligure. Sarà inoltre illustrato il ruolo del Museo Archeologico dell’Alpicella nella conservazione, valorizzazione e divulgazione di questo patrimonio, quale punto di incontro tra ricerca scientifica, tutela del territorio e conoscenza del passato.
“La preistoria non è un mondo lontano: è un’esperienza che si può ancora immaginare, osservare e quasi toccare con mano. Il Beigua conserva tracce preziose di questa memoria, e il Museo dell’Alpicella rappresenta una porta privilegiata per scoprirla.“
